Ghiacciaio Thwaites: il collasso è possibile?
Meteorologia

L'immenso ghiacciaio Thwaites è il più monitorato e "temuto" al mondo, infatti da alcuni anni mostra instabilità crescente e bilanci di massa negativi, ovvero la fusione a cui va incontro è superiore rispetto all’accumulo nevoso.

Nelle ultime settimane si sono lette diverse notizie su un suo possibile collasso che causerebbe un rapido innalzamento del livello medio dei mari; vediamo meglio in cosa consistono questi timori e quali sono gli studi scientifici che li hanno messi in evidenza.

ghiacciao
 

Il Thwaites è il singolo ghiacciaio più grande del mondo

Il Thwaites è il singolo ghiacciaio più grande del mondo, con un bacino di 192.000 kmq e uno spessore dagli 800 ai 1200 metri. Fa parte della  calotta antartica occidentale la “West Antarctic Ice Sheet”.

Il ghiacciaio da alcuni anni mostra segni di instabilità dovuti alla sempre più massiccia intrusione di acque calde al di sotto della piattaforma (ice shelf). Quest’ultima si assottiglia e si riduce, esponendo la parte “viva” del ghiacciaio all’azione termica e meccanica del mare. E’ bene ricordare, infatti, che l’aumento del livello medio dei mari non è causato dalla fusione delle seppur vaste piattaforme in sospensione sull'acqua, bensì dal ghiacciaio continentale che, venuto meno il sostegno delle piattaforme, viene a diretto contatto le acque oceaniche (su questo tema si veda anche news "Calotte glaciali, sorvegliate speciali").
 

mappa ghiacciaio

 

Un effetto del cambiamento climatico?

Nell’ultimo trentennio la perdita netta di massa del Thwaites è più che raddoppiata. Tra il 2004 e il 2016 ha perso ogni anno circa 50 miliardi di tonnellate di ghiaccio in più rispetto a quante ne ha accumulate con le nevicate (bilancio di massa fortemente negativo). Un processo che da solo ha contributo, e contribuisce tutt'ora, a circa il 4% dell’innalzamento del livello medio dei mari dell’intero pianeta. Il 15 dicembre scorso è stata osservata una ulteriore e preoccupante criticità. Erin Pettit, glaciologa della Oregon State University, in occasione della conferenza dell’American Geophysical Union (AGU) ha mostrato come la parte orientale della piattaforma del Thwaites (TEIS), fino a oggi ritenuta la più stabile, abbia sviluppato importanti fratture tra il 2015 e il 2021. 

Fratture che potrebbero portare, in soli 5 anni, al collasso del punto di sostegno del ghiacciaio, vale a dire la sua piattaforma. La TEIS, infatti, segna il confine tra l’appoggio continentale del Thwaites e l’oceano. 

studio fratture ghiaciaio

Benché i fattori siano molteplici e il sistema abbia una dinamica piuttosto complessa, si ritiene che la causa principale sia la fusione basale della piattaforma innescata dalle intrusioni di acque “calde”. In base ai calcoli della Pettit, se la piattaforma dovesse collassare lasciando esposto il ghiacciaio all’azione termica e meccanica delle acque oceaniche, la fusione del Thwaites, già intensa, accelererebbe e con essa il contributo all’innalzamento del livello dei mari passerebbe rapidamente dal 4 al 25%.

satellite ghiacciaio

 

 

Se il ghiacciaio dovesse fondere completamente, l’innalzamento stimato sarebbe nell’ordine dei 60-65 cm, un processo che anche nell’ipotesi più pessimistica richiederebbe comunque molti anni.