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In un qualsiasi momento una ipotetica fotografia del Mar Mediterraneo mostrerebbe circa 300 petroliere contenenti più o meno il 20% del petrolio totale trasportato nel mondo. Il Mar Mediterraneo è quindi il mare più inquinato da idrocarburi, il quale è, per il 60-80%, deliberatamente sversato dalle petroliere tra un carico e l'altro. L'incremento nei livelli di inquinamento dovuto al petrolio nei bacini marini europei è motivo di preoccupazione per le agenzie di tutela dell'ambiente, sia a scala nazionale sia locale.

ENVISAT - Golfo Ligure - 02 09 2010

I radar a microonde hanno le potenzialità per affrontare questo problema. La loro capacità di individuare il petrolio sulla superficie del mare viene dallo smorzamento delle onde capillari della superficie marina dovuto all'azione degli idrocarburi. Grazie a questo fenomeno, il segnale di backscattering proveniente da un'area contaminata è ridotto, rendendo lo sversamento visibile nell'immagine radar. Le prestazioni dei radar a microonde in questo tipo di applicazioni non dipendono dalle condizioni atmosferiche (nebbia, nubi, ecc.) o di illuminazione solare. E' comunque necessaria la presenza di vento di forza sufficiente a generare le onde capillari. Quest'ultimo vincolo non è molto restrittivo in quanto le condizioni mediterranee "normali" (2-12 m/s) sono sufficienti per le bande radar X e C.

I satelliti generalmente hanno il problema di osservare bersagli molto lontani (centinaia o migliaia di chilometri) e piccoli equipaggiamenti. La risoluzione spaziale è vincolata da questi due fattori. I sensori SAR, montati su satellite, sono radar a microonde ad apertura “sintetica”, in grado di superare il problema della risoluzione utilizzando l'analisi di fase e l'effetto Doppler del segnale di ritorno.

Il gruppo di Osservazione dello Spazio del LaMMA ha sviluppato una ,procedura nell'ambito di diversi progetti di ricerca internazionali, per l'individuazione degli oil-spill mediante le immagini satellitari SAR. Inoltre è stato sviluppato un apposito algoritmo per l'individuazione delle navi che possono aver sversato in mare materiali inquinanti. Come risultato delle suddette attività è stato creato, nella sede distaccata del LaMMA a Livorno una stazione di elaborazione pre-operativa delle immagini SAR per l'individuazione degli oil-spill dove vengono anche costantemente aggiornate le statistiche relative agli idrocarburi in mare nell’area Toscana.

Nel 2010 il Consorzio LaMMA insieme alla Regione Toscana hanno avuto da parte di EMSA (European Maritime Safety Agency) la possibilità di accedere al sistema Europeo CleanSeaNet all’interno del progetto interreg MOMAR (Sistema integrato per il MOnitoraggio e il controllo dell’ambiente MARino)

Ultimo aggiornamento: 14/12/2012