Stratwarming in atto: freddo in arrivo?

Dal 25 dicembre si osserva un intenso e repentino riscaldamento stratosferico alla quota isobarica di 10 hPa (30 chilometri circa). Se fenomeni di riscaldamento stratosferico avvengono quasi ogni anno,  non sempre sono di tipo "major" come quello in atto, capaci quindi di influenzare in modo decisivo la troposfera provocando intense irruzioni d’aria polare. 
 
Questo repentino riscaldamento della zona polare della stratosfera, noto come stratwarming, determina un vortice polare debole, lento e quindi poco compatto che può dividersi in due cicloni distinti tra i quali si insedia un vasto e robusto anticiclone dinamico che col passare del tempo tende ad abbassarsi fino alla troposfera e provoca lo scorrimento di masse d’aria estremamente fredda verso latitudini temperate.

Ad oggi ci aspettiamo che il vortice polare stratosferico possa dividersi in due lobi ("split") attorno ai primi di gennaio, con ripercussioni in troposfera piuttosto rapide (verosimilmente entro l'Epifania), come si vede nella mappa in basso a destra. La mappa a sinistra mostra invece il riscaldamento in atto.


Vortice polare stratosferico e temperature alla 10 hPa (30 km circa) sul Polo Nord previste per 
il 29 dicembre 2018 (a sinistra) e per il 5 gennaio 2019 (a destra). 
In data 27 dicembre, inoltre, è stata superata la soglia di riferimento del NAM (-3) che, secondo lo studio di Baldwin (2001), indica l’inizio ufficiale di un Sudden Stratospheric Warming (SSW).
 

Quali ripercussioni da un punto di vista meteo?

In questo contesto è lecito attendersi, nei prossimi 2 mesi, frequenti irruzioni d’aria fredda di origine polare e continentale sul comparto europeo.  Per quanto riguarda le precipitazioni, invece, molto dipenderà dalla posizione dei blocchi anticiclonici e delle relative saccature. Per questo tipo di previsione vi invitiamo a seguire giornalmente gli aggiornamenti del bollettini a breve e medio-lungo termine.
Per tutti i dettagli sullo stato della stratosfera e la tendenza a lungo termine, vi invitiamo a consultare le pagine dedicate alle previsioni stagionali.
 
L’evento in atto segue quello osservato a fine febbraio 2018, tuttavia, a differenza del precedente, dovrebbe avere una durata maggiore in quanto avvenuto all’inizio della stagione invernale. In generale, infatti, gli Stratwarming tardivi (che avvengono dopo metà febbraio) hanno ripercussioni più limitate da un punto di vista temporale a causa dell’aumento della radiazione solare.
Last updated: 04/01/2019