Tendenza meteo estate: cosa dicono gli indici climatici

Sezione dell'atmosfera a 10 hPa.
Si nota l'anticiclone sul Polo Nord
al posto della bassa pressione
invernale (transizione stagionale) 
 
Posizione della ITCZ
della seconda decade di aprile
 
Anomalia termiche superficiali
oceaniche (SST)
26 aprile 2020
 

Le previsioni a lungo termine, come sottolineiamo sempre, sono un tipo di previsione che ricorre a metodi molto diversi rispetto alla classica previsione del bollettino meteo, con un'affidabilità totalmente differente. Per le previsioni stagionali elaborate dal gruppo climatologia del LaMMA, ci si affida all’analisi di alcuni indici climatici a scala globale da cui si derivano informazioni sulla prevalenza di determinati tipo di tempo (configurazioni sinottiche prevalenti) per il bimestre successivo. Molti sono i margini di incertezza e certamente non si traggono indicazioni puntuali, quanto piuttosto eventuali anomalie di piogge e temperature a scala regionale. Vediamo quali sono le tendenze che emergono dall'analisi per il prossimo periodo estivo. 
 

 

Che estate ci possiamo attendere? 

Ad oggi, gli indici climatici e teleconnettivi disponibili convergono verso un bimestre giugno-luglio caratterizzato da temperature superiori alla norma con possibili ondate di calore precoci.
A maggio, invece, l’anomalia termica dovrebbe risultare più contenuta.
 
Da un punto di vista delle precipitazioni, per maggio e giugno ci aspettiamo un numero di giorni piovosi nella norma, mentre per luglio queste potrebbero essere scarse o del tutto assenti.
A maggio e giugno le precipitazioni sembrano essere distribuite in modo molto irregolare a livello regionale; in altre parole gli episodi di instabilità risulteranno più probabili rispetto a transiti di perturbazioni organizzate.   
 
 

Le analisi alla base di questa previsione  

Il quadro previsionale si basa principalmente sul dipolo Mediterraneo (la differenza termica tra Mediterraneo occidentale orientale) e sull’indice AMO (anomalie superficiali del Nord atlantico). Il primo risulta piuttosto debole, mentre il secondo è fortemente positivo (con valori praticamente da record). Questa dicotomia dovrebbe favorire blocchi anticiclonici di matrice subtropicale sulla Spagna e su parte dell’Europa centro occidentale, con conseguenti richiami d’aria relativamente fresca e instabile in quota da Nord e da Est. In questo contesto l’Italia centro-settentrionale risulterebbe zona di confine tra le due circolazioni, alternando episodi di instabilità a parentesi anche piuttosto calde.
Maggiormente esposto alle correnti settentrionali, invece, il Meridione. 
 
A giugno dovrebbe farsi più forte l’influenza delle anomalie di pressione sul Nord Atlantico (AMO) e con essa del monsone Africano (WAM), con possibili ondate di calore precoci, in particolare nella seconda metà del mese. Giugno dovrebbe quindi risultare più caldo della norma, ma con giorni piovosi nel complesso in media legati a residue infiltrazioni in quota e conseguenti episodi di instabilità pomeridiana (precipitazioni generalmente eterogenee sul territorio). 
 
A luglio appare probabile un ulteriore consolidamento dell’alta pressione Afro-Mediterranea per la sempre maggior influenza del monsone africano; l’AMO fortemente positiva e un monsone Indiano nella norma, sembrerebbe favorire un ulteriore rinforzo del monsone Africano con conseguente innalzamento al di sopra della latitudine media dell’ITCZ (la zona di convergenza intertropicale, indica l'area dove convergono gli Alisei provenienti dai due tropici) . 
 
 

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Ultimo aggiornamento: 07/05/2020