PATOS 3: anche LaMMA nel tavolo tecnico regionale

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La Regione Toscana ha da poco avviato (Delibera regionale  n.260 del 04-03-2019) PATOS 3, continuazione del progetto regionale PATOS - Particolato Atmosferico in TOScana.

Si tratta di un progetto di ricerca sulla distribuzione spaziale dei livelli di concentrazione di PM10 e PM2.5 in aree rappresentative della Toscana, che hanno un diverso grado di antropizzazione.

Le attività di ricerca previste da PATOS sono dirette ad identificare la composizione chimica e l’origine del PM10; per farlo occorre individuare e quantificare le sorgenti di emissione del PM10, sia naturali (erosione del suolo, spray marino, aerosol biogenico ecc.) che antropiche (principalmente processi di combustione, con particolare riferimento a emissioni da traffico veicolare, da impianti di riscaldamento e da attività industriali) e la loro variazione nel tempo, in funzione dell’attivazione degli interventi previsti nel Piano regionale per la qualità dell'aria (PRQA) e dei mutati scenari emissivi.

Una migliore conoscenza delle sorgenti e dei processi di trasporto che controllano le concentrazioni atmosferiche di PM10 in Toscana può infatti risultare utile per verificare l’efficacia degli interventi di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria contenuti nel PRQA e indirizzare al meglio le politiche di mitigazione e risanamento.
 
Il Progetto costituisce un’estensione dei precedenti PATOS 1 e 2, dedicati allo studio del carico e della composizione chimica del particolato atmosferico in diversi siti della regione, implementandone e sviluppandone i risultati.  In particolare, PATOS 3 intende concentrarsi su alcuni siti che hanno presentato un numero elevato di superamenti del valore limite giornaliero del PM10 nell’ultimo quinquennio e le cui cause necessitano di ulteriori approfondimenti.
 

Tavolo tecnico regionale

Per coordinare le attività svolte e garantire un confronto qualificato sugli esiti della ricerca, la Regione ha istituito un tavolo tecnico, a cui parteciperanno la Regione stessa, l’Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN di Firenze, ARPAT e LaMMA.
L'Università di Firenze e l’INFN si occuperano in particolare del campionamento, caratterizzazione dimensionale e chimica del particolato, elaborazione dati e analisi statistica per l’identificazione delle sorgenti. ARPAT garantisce invece il supporto logistico e tecnico con eventuali attività analitiche per l’effettuazione delle campagne di misura presso le centraline di rete regionale della qualità dell’aria (LU-Capannori, FI-Figline e LU-Viareggio).  Il Consorzio LaMMA si occuperà invece della caratterizzazione meteorologica durante il periodo del campionamento, necessaria per l’identificazione delle sorgenti.
 
 
 

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Ultimo aggiornamento: 19/04/2019