Ondate di calore: quale definizione?

Sentiamo sempre più spesso parlare di "ondate di calore". Ma che cosa è esattamente un'ondata di calore? Esiste una definizione valida a livello globale? Queste domande non sono di così facile risposta.

Ci sono due tipi di approccio per definire un'ondata di calore, uno di tipo epidemiologico, l'altro climatologico.
L'approccio epidemiologico, che ha radici più lontane nel tempo, si basa sugli effetti che temperature elevate (o percepite tali) hanno avuto in un certo luogo sulla salute umana.
Vengono quindi individuate delle soglie assolute di temperatura o temperatura percepita (effetto combinato di temperatura, umidità, vento) oltre le quali è stato registrato in precedenza un aumento dei casi di mortalità e/o morbilità. In questo caso, l'accezione di ondata di calore varia da paese a paese e non esiste quindi una definizione comune in quanto i climi sono diversi così come l'adattamento delle persone che vivono in particolari climi (il caldo, ad esempio, causa meno problemi per la salute nei paesi più caldi rispetto a quelli con un clima più fresco).

Il secondo approccio, quello climatologico, è nato più recentemente, anche in seguito all'esigenza di uniformare a livello globale il concetto di "evento estremo" - tra cui anche quello di ondata di calore - per poter confrontare i risultati emersi negli studi climatici relativi agli eventi meteorologici estremi nei diversi paesi.
È così che la Commissione per la Climatologia del WMO (CCl) ed il Programma di Ricerca sulla Variabilità e la Prevedibilità Climatica (CLIVAR) hanno messo a punto nel 2002 un elenco di indici climatici estremi tra i quali figura anche l’"ondata di calore" (vedi link in fondo alla pagina).

Cosa dice il WMO

Secondo il WMO (World Meteorological Organization) un'ondata di calore si ha quando si verificano almeno 6 giorni consecutivi in cui la temperatura massima è superiore al 90° percentile di quel determinato giorno rispetto al periodo climatologico di riferimento (1961-1990 o 1971-2000).
Il percentile è un concetto statistico che ci dice quanto un dato (statura, peso, temperatura) si discosta dalla mediana (= 50° percentile). Se ho un campione di 100 temperature, il valore che corrisponde al 90° percentile è quel valore al di sopra del quale si trova il 10% dei valori totali. I percentili 90°, 95°, 99° sono quindi espressione di forti anomalie.

Come si fa a calcolare il 90° percentile di un determinato giorno?
Se, per esempio, vogliamo sapere il 90° percentile climatologico delle temperature massime del 1 Giugno per una data località, dobbiamo considerare le 5 temperature massime giornaliere del 1° Giugno per ognuno dei 30 anni del periodo di riferimento (le 5 del 1° Giugno 1961, del 1962, del 1963...). Calcoliamo poi il 90° percentile di questi 5 per 30 dati (di 30 anni diversi) e così abbiamo il percentile del 1 Giugno.
A questo punto, dopo aver calcolato giornalmente questo valore relativo al 90° percentile, quando la temperatura massima supera per almeno 6 giorni consecutivi questi valori soglia allora possiamo parlare di ondata di calore.


Definizione "all'italiana"

Un’altra definizione di ondata di calore usata in Italia è quella che stabilisce che si ha una ondata di calore quando si verifica un periodo di 3-6 giorni consecutivi (ondata di calore di breve durata) o almeno 7 giorni consecutivi (ondata di calore di lunga durata) con temperatura media giornaliera superiore di almeno una deviazione standard (calcolata sul periodo 1961-1990 o 1971-2000) rispetto alla temperatura media giornaliera “normale”.

Come si fa a calcolare il valore-soglia di un determinato giorno?
Per esempio, volendo calcolare il valore soglia giornaliero del 1 Giugno in una certa località basta calcolare la media delle 30 temperature medie del 1 Giugno nei 30 anni di riferimento e la deviazione standard delle 30 temperature medie del 1 Giugno e quindi costruirsi la variabile somma (temperatura media delle medie del 1 Giugno + deviazione standard delle medie del 1 Giugno).
A questo punto, quando la temperatura media supera per almeno 7 giorni consecutivi questi valori-soglia, possiamo parlare di ondata di calore di lunga durata, mentre, se la temperatura media supera per 3-6 giorni consecutivi questi valori soglia, possiamo parlare di ondata di calore di breve durata.

 


Per saperne di pìù sugli "indici estremi":
http://eca.knmi.nl/indicesextremes/indicesdictionary.php

http://www.clivar.org/organization/etccdi/etccdi.php

Ultimo aggiornamento: 26/08/2014