Monitoraggio della plastica in mare
Consorzio
       
        La "manta"
       
        Campionamento

Dal 14 al 17 luglio il LaMMA partecipa alla campagna nel mar Tirreno per lo studio dell’impatto delle materie plastiche sull’ambiente marino.
La missione rientra nelle attività del progetto "Plastic Busters" promosso dall'Università di Siena, che da oggi a venerdì vedrà impegnata la nave Aretusa della Marina Militare.

L'equipaggio della Aretusa, insieme al gruppo di ricercatori dell'Università di Siena guidato dalla Professoressa Cristina Fossi (Dipartimento delle Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente) e in collaborazione con il Consorzio LaMMA ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche Spagnolo, raccoglierà campioni delle particelle plastiche in sospensione nel mar Tirreno.

La raccolta dei campioni delle plastiche verrà effettuata grazie ad uno speciale retino, denominato "manta", in grado di catturare tutte le particelle in sospensione. Inoltre saranno raccolti campioni di plancton in superficie per misurarne la contaminazione.
Nella stessa area verranno inoltre studiate le possibili interazioni fra la contaminazione da plastiche e le aree di alimentazione della balenottera comune. 

Obiettivi della missione e contributo del LaMMA

 
Modello di corrente  

L'obiettivo del progetto è fare una "fotografia" delle macro e microplastiche che inquinano il Mediterraneo, illustrare le conseguenze che generano sull’ambiente marino e sulla salute della sua fauna e porre in essere le azioni necessarie per pianificare, a livello internazionale, interventi di mitigazione e riduzione del fenomeno.

Le plastiche sono infatti tra i principali inquinanti del Mar Mediterraneo e rappresentano una grave minaccia per l’ambiente marino e per gli organismi che lo abitano. La rilevanza di questo problema è attestata anche dalla presenza del “Marine Litter” all'interno degli 11 descrittori di valutazione dello stato di salute del mare stabiliti dalla Marine Strategy.

Il LaMMA è chiamato in causa innanzitutto per la scelta dei punti di campionamento, grazie alla modellistica delle correnti che permette di valutare quali sono le aree in cui possono esserci maggiori concentrazioni di microplastiche. Un'indicazione preziosa per i ricercatori che si occupano di valutare l’incidenza di inquinanti, frammenti di plastica e metalli pesanti su pesci e organismi marini. Un'occasione per il Consorzio anche per testare sul campo le prestazioni delle proprie catene modellistiche relative al moto ondoso e all’idrodinamica.
 

Vedi anche

Campagna Plastic Pelagos  (settembre 2014)
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