Caricamento

Modelli nell'occhio del ciclone

Come molti dei nostri utenti non hanno mancato di notare, la corsa del modello a 12km su dati GFS delle 00 e delle 12 del 1 e 2 Settembre, prevedeva per il 4 Settembre (e seguenti) la formazione di un profondo minimo depressionario sul Tirreno Centrale che assumeva rapidamente caratteristiche di ciclone tropicale (TLC, Tropical Like Cyclone).

Il modello prevedeva il movimento del sistema verso sud, con traiettorie differenti a seconda della corsa e con un'ulteriore intensificazione. I fenomeni associati a tale sistema erano di tutto rispetto: venti a rotazione ciclonica forza 11 e forte convezione attorno all'"occhio del ciclone" (centro del minimo di pressione).

Il modello marino associato (WW3) reagiva di conseguenza, prevedendo moto ondoso con altezza significativa di oltre 11 metri.
Le corse successive, a partire dal 3 Settembre non hanno più presentato tale evoluzione esplosiva.

Perchè il modello ha previsto tale sistema?

Le cause non sono ancora chiare e necessitano di studi approfonditi. Un possibile motivo potrebbe essere l'inizializzazione con i dati GFS, in quanto la run della stessa ora su dati ECMWF non ha previsto un'analoga evoluzione. Una seconda causa, da verificare, potrebbe essere legata ai dati della temperatura del mare (dataset NOAA), che possono aver influito nella formazione del sistema.
Infine, anche la fisica del modello può avere giocato un ruolo importante.

Va comunque sottolineato che i cicloni tropicali (TLC) sono molto rari nel Mediterraneo, ma non impossibili. Un esempio molto recente è datato 7-8 Novembre 2011. Il modello ha, quindi, previsto una evoluzione molto rara ma non irrealistica: le condizioni presenti in zona (minimo in quota isolato (cut-off), forte convezione, temperature del mare elevate) sono favorevoli a tale evoluzione anche se molto insolita.

"Previsione da modello" e "previsione LaMMA"

La perplessità di molti utenti dinanzi a queste "uscite" del modello e/o l'attribuzione ai previsori del LaMMA della "previsione scorretta" suggerisce di fare alcune precisazioni sull'uso delle mappe da modello.

Ne approfittiamo infatti per segnalare che le uscite dei modelli meteo utilizzati al LaMMA e pubblicate regolarmente sul sito (http://www.lamma.rete.toscana.it/meteo/modelli) non vanno confuse con le previsioni del LaMMA. Sono gli scenari previsti dai modelli da noi utilizzati e vengono pubblicate in modo automatico, senza l'intervento dei previsori.

I modelli numerici di simulazione dello stato dell'atmosfera e del mare sono fondamentali per la previsione meteorologica e costituiscono la base di molte e importanti applicazioni, ma sono uno degli elementi di cui i previsori si avvalgono per formulare la previsione. L'interpretazione dei modelli, il confronto con altri modelli (soprattutto in caso di "anomalie"), la verifica e l'integrazione di informazioni derivate da osservazioni e misure oltre che, non da ultimo, l'esperienza e la profonda conoscenza delle caratteristiche del territorio, permettono infatti di avere un quadro informativo il più completo possibile, alla luce del quale elaborare la previsione.

Come comportarsi in caso di previsioni "critiche"

Soprattutto in casi come questi, in cui il modello prevede un'evoluzione particolarmente critica, si consiglia sempre di seguire parallelamente e con estrema attenzione le successive emissioni delle informazioni meteo, consultando quindi anche i bollettini meteo, che costituiscono la previsione vera e propria fatta dai previsori.


Prossimamente pubblicheremo alcune pagine descrittive dedicate alla modellistica numerica meteorologica ed alla suite di modelli utilizzati al Consorzio LaMMA.

Ultimo aggiornamento: 07/09/2012