L’Arcipelago Toscano protagonista della ricerca oceanografica di livello internazionale
Consorzio

Milonga TeamAd ottobre, la Toscana e il suo mare ospitano due iniziative di ricerca di livello internazionale in tema di oceanografia operativa. I due eventi organizzati dal LaMMA vedono coinvolti, oltre ai ricercatori del Consorzio, i colleghi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS)  di Trieste, e ricercatori francesi e statunitensi.
Da lunedì 10 a venerdì 14 ottobre si svolge la campagna oceanografica MILONGA (MIsure Lagrangiane OceaNoGrafiche nell’Arcipelago Sud Toscano), campagna di misura inserita nell’ambito del progetto transfrontaliero MoMAR (Sistema integrato per il monitoraggio e il controllo dell'ambiente marino), coordinato dalla dr.ssa Gilda Ruberti dirigente del Settore Protezione e Valorizzazione della Fascia Costiera e dell'Ambiente marino della Regione Toscana. A bordo del “Poseidon”, il battello oceanografico di Arpa Toscana, e della nave scuola dell’Istituto Nautico Cappellini di Livorno, un’equipe internazionale di ricercatori italiani, francesi e statunitensi per tutta la settimana sarà impegnata nella campagna di misure oceanografiche nell’area compresa tra Elba, Montecristo, Pianosa, Giglio, Argentario e la costa grossetana.

La missione, in continuità con le precedenti campagne di misura, ha per obiettivo il monitoraggio marino della parte meridionale dell’arcipelago toscano tramite l’utilizzo combinato di metodologie tradizionali, come profili e campionamenti, e strumenti di misura lagrangiani, ovvero boe che vengono rilasciate in mare libere di spostarsi alla deriva in balia delle correnti. Questi strumenti lagrangiani consentono di produrre mappe diffuse e continue nel tempo ed il loro utilizzo nasce dalla collaborazione del LaMMA con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste e con la Scripps Institution of Oceanography (San Diego, US), all’avanguardia nella ricerca in questo ambito. Le misure serviranno anche a migliorare le performance dei modelli idrodinamici e biogeochimici a scala regionale e ad approfondire la collaborazione tra gli enti territoriali che si occupano di monitoraggio marino nell’ottica della creazione di strumenti di lavoro collaborativi e condivisi.

Dettaglio sul tragitto e profilo operativo della missione:
Caratterizzazione idrodinamica e biogeochimica dell’Arcipelago Toscano – a Sud dell’Isola d’Elba:

  • lancio di 15 drifter e 1 float per la mappatura della corrente e della struttura delle masse d’acqua nella parte meridionale dell’Arcipelago Toscano, con risoluzione spaziale di circa 9 miglia nautiche
  • misure di correnti tramite ADCP trainato
  • profili CTD e fluorimetro (non necessariamente nei punti di lancio dei drifter)
  • prelievi (per clorofilla, nutrienti ecc.)
  • confronto con le misure di MELBA 2011
  • validazione dei modelli numerici

Per presentare la campagna e le sue attività il LaMMA si è svolto los corso 7 ottobre presso l’Area della Ricerca di Firenze il seminario “Modellistica e previsioni oceanografiche per il monitoraggio e la salvaguardia dell’ambiente marino” che avrà come ospite emerito la Professoressa Germana Peggion fiorentina d’adozione (ha conseguito la laurea in Matematica presso l’Università di Firenze) e ricercatrice di livello internazionale, docente presso l’Università di New Orleans (USA). Oltre alla professoressa Peggion, che ha tenuto una interessante lecture sulla modellistica oceanografica, sono intervenuti  il Dott. Sylvain Coudray di IFREMER, l’Istituto francese di oceanografia, e il dott. Carlo Brandini, ricercatore CNR presso il LaMMA, che ha illustrato  le attività di ricerca nel settore dell’oceanografia operativa regionale. Nel corso del seminario è stata presentata alla comunità dei ricercatori la campagna “Milonga” del 10 - 14 ottobre 2011.

Il Consorzio LaMMA, in collaborazione con ARPA Toscana e IFREMER, continua a svolgere attraverso iniziative di respiro internazionale, campagne di misura con l’obiettivo di monitorare la variabilità dei principali parametri marini oceanografici (temperatura, salinità, correnti marine) e biogeochimici (fitoplancton, ossigeno disciolto, nutrienti) dell’area. Questo è un primo passo fondamentale verso la realizzazione di un sistema collaborativo e condiviso di monitoraggio dell’area marina toscana, per meglio rispondere ai requisiti imposti dalla Water Framework Directive  europea (recepita dal D.Lgs. 152/06) e della Marine Strategy, tramite l’integrazione di misure da piattaforma fissa (Centro Funzionale – Servizio Idrologico Regionale),  dell’attività di monitoraggio svolta sistematicamente da ARPAT, e delle attività di modellistica oceanografica e analisi di immagini satellitari sviluppata dal LaMMA.  

Articolo uscito sabato 8 ottobre sulel pagine di La Repubblica, Firenze