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Glossario previsioni stagionali

  • AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): esprime anomalia termica superficiale delle acque dell'oceano Atlantico a partire dall'area equatoriale fino alle coste meridionali della Groenlandia. E' collegata all'andamento della corrente termoalina del Golfo e presenta cicli positivi e negativi della durata di circa 30-40 anni ciascuno. Le differenti fasi della AMO impattano considerevolmente sulla genesi degli uragani atlantici e sull'intensità dell'anticiclone afro-atlantico.
  • Anomalia della copertura nevosa in Nebraska: differenza dell’accumulo nevoso rispetto al valore medio nella zona centrale degli Stati Uniti attorno al Nebraska.
  • AO (Artico Oscillation): identifica l’anomalia media di geopotenziale a 1000 hPa tra l’area polare e le medio-basse latitudini (fino ai 20°N). Attualmente osservazioni avvengono via satellite, mentre nel passato l’anomalia veniva calcolata tramite somma algebrica tra diversi valori di pressione al suolo. Il corrispondente sud emisferico della AO è la AAO che però viene calcolata in base alle anomalie di geopotenziale a 700 hPa.  
  • Ap (AP index): l’indice Ap è legato all’indice Kp (media globale dei valori di attività geomagnetica K originata dalla radiazione corpuscolare del sole registrati da 13 stazioni di riferimento) e ne fornisce la scala lineare. L’Ap fornisce un valore giornaliero, l’ap triorario. 
  • ATTIVITA' SOLARE/CICLI SOLARI: l'influenza energetica e magnetica del sole rispetto alla Terra varia nel tempo attraverso varie tipologie di cicli. I più conosciuti sono i cosiddetti cicli "undecennali" dove si osservano variazioni importanti nel numero di macchie solari (durante i "massimi" le macchie raggiungono il picco, mentre durante i "minimi" arrivano quasi a scomparire). Tra il massimo ed il minimo si osservano discrete variazioni sia nel campo radiativo, sia in quello magnetico. Gli effetti principali durante le fasi di "quiete" sono:
    - la radiazione solare in arrivo sulla Terra diminuisce di alcuni decimi di Watt.
    - cambia l'impatto dei raggi UV sulla medio-alta stratosfera (variazioni nella quantità di ozono).
    - il campo magnetico terrestre risulta più esposto all'influenza dei raggi cosmici.
    - oltre ai cicli undecennali ne esistono altri a scala temporale ben più ampia, tra questi citiamo: Hale Cycle (22 anni), Gleissberg Cycle (70-100 anni), Suess Cycle (210 anni) e l'Halstatt Cycle (2300 anni). Fasi solari caratterizzate da cicli deboli (gran minimum) e cicli intensi (gran maximum) possono durare oltre 100 anni.
  • CANADIAN WARMING: indica un’anomalia significativa del Vortice Polare Stratosferico. Si verifica (spesso nella fase iniziale dell’ inverno) in seguito ad un’ intensificazione dell’ alta pressione stratosferica delle Aleutine che tende a spostarsi verso il polo. Questo tipo di Warming può invertire il gradiente meridionale della temperatura e qualche volta cambiare, per brevi periodi, la direzione del vento zonale sulla calotta polare, ma tuttavia non porta mai al collasso del Vortice Polare Stratosferico.
  • CIRCOLAZIONE TERMOALINA: circolazione oceanica globale causata dalla differenza di densità tra le masse d’acqua coinvolte; la densità varia in base alla temperatura e alla salinità. Ai Poli, specie al di sotto e intorno alla banchisa, le acque sono dense e “pesanti” perché fredde e molto salate, all’Equatore, al contrario, sono meno dense e quindi più “leggere” perché calde e meno salate. Questa differenza è alla base della circolazione termoalina grazie alla quale masse d’acqua calda migrano verso le alte latitudini e masse d’acqua fredda e ricca di nutrienti si portano verso i Tropici ed l’Equatore. 
  • CORRENTE DI HUMBOLDT: corrente fredda di origine antartica che scorre da sud verso nord lambendo le coste del Cile e del Perù. 
  • COSMIC RAYS FLUX: flusso di particelle cariche provenienti dal sole e da corpi presenti nello spazio profondo (Supernove, Quasar etc…). I raggi cosmici che attraversano (letteralmente) l’Atmosfera e la Terra aumentano al diminuire dell’attività solare e diminuiscono all’aumentare di questa.
  • EA (East Atlantic): esprime la differenza di pressione tra Nord Atlantico e Atlantico tropicale. Tale indice è strutturalmente simile alla NAO (North Atlantic Oscillation) ma l'area che copre è decisamente più vasta, specie longitudinalmente.
  • ENSO (El Nino Southern Oscillation): è la teleconnessione climatica di tipo periodico più importante del pianeta e si manifesta in maniera marcata ogni 4-5 anni circa. Consiste in una forte variazione delle temperature superficiali del Pacifico Equatoriale a seguito dell'anomalo indebolimento/rafforzamento degli Alisei. Questi ultimi, infatti, modificano l'equilibro termico superficiale tra il Pacifico Equatoriale occidentale ed orientale, causando anche importanti mutamenti nel termoclino (corrente oceanica di Humboldt in primis). La concentrazione delle acque calde in un determinato punto cambia la fase della convezione equatoriale pacifica, concentrando piogge e sistemi temporaleschi o vicino alle coste del centro America (NINO o fase ENSO positiva) o tra Indonesia e Australia orientale (NINA o fase ENSO negativa). Fasi ENSO marcate si alternano ogni 4-5 anni e possono, oltre alle conseguenze classiche, avere importanti impatti sulle fasi MJO, sui blocchi troposferici e sulla circolazione dei venti e delle temperature in stratosfera.
  • EP FLUX (Eliassen Palm Flux): indice che descrive la direzione (momento) e l’intensità dei flussi di calore all’interno delle onde planetarie. Se il vettore punta verso l’alto significa che domina un flusso meridionale. 
  • European spring soil moisture: indice che descrive le anomalie di umidità del suolo in Francia e in Spagna nei mesi primaverili (Aprile e Maggio). 
  • IOD (Indian Ocean Dipole): gradiente termico superficiale (dipolo) tra Indonesia orientale e Mar Arabico centro-meridionale. La fase “positiva” si ha quando le anomalie positive insistono sul Mar Arabico centro-meridionale e lungo le coste somale, l’opposto durante la fase “negativa”. 
  • ITCZ: zona di convergenza intertropicale, indica l'area dove convergono gli Alisei provenienti dai due tropici. Lungo la linea di "contatto" tra le due correnti si origina una cintura di nubi a sviluppo verticale a cui va aggiunta la convezione presente lungo la fascia equatoriale. La posizione dell'ITCZ varia in base alla stagione, all'intensità degli Alisei e all'intensità dei monsoni. Anomalie di ITCZ possono produrre importanti cambiamenti della circolazione atmosferica anche sul comparto europeo centro-meridionale, influenzando intensità e movimenti degli anticicloni subtropicali.
  • MACCHIE SOLARI: regioni della fotosfera caratterizzate da temperatura inferiore rispetto alle aree circostanti. Rappresentano la parte superficiale dell’attività convettiva interna del sole che si ritiene emerga fino alla fotosfera a seguito della contrazione di canali di plasma dovuta alla rotazione solare.
  • MAJOR WARMING: indica un’anomali significativa del Vortice Polare Stratosferico (VP). Esprime un significativo aumento della temperatura media (almeno 25°C) in stratosfera (10 hPa) dal parallelo 60 verso nord. Inoltre deve essere presente una circolazione inversa (orientale).
  • MINOR WARMING: indica un’anomali significativa del Vortice Polare Stratosferico (VP). Esprime un significativo aumento della temperatura media (almeno 25°C) in una settimana o meno se a livello stratosferico (tra 70 e 10 hPa) e in una qualsiasi area dell´emisfero.
  • MJO (Madden-Julian Oscilation): indice di teleconnessione che indica la propagazione verso Est di aree caratterizzate da alta convezione vicino alle quali sono presenti aree dove prevale forte compressione in area tropicale indo-padifica. Questa "onda" si sposta verso est intorno ai 6m/s ed attraversa Oceano Indiano e Pacifico in 30-60 giorni (solo saltuariamente si riscontra nell'Atlantico). I punti dove compressione/convezione insistono si definiscono "fasi". Le fasi della MJO sono in totale 8 ed influenzano principalmente la circolazione tropicale, ma in parte condiziona anche quella temperata.
  • MEDITERRANEAN DIPOLE: gradiente termico (dipolo) tra il Mediterraneo nord occidentale e il Mediterraneo sud orientale (SST). Il dipolo si definisce normale quando le acque occidentali risultano più fredde di quelle orientali, nel momento in cui il gradiente si attenua il dipolo si indebolisce. 
  • MONSONE AFRICANO / WAM (West African Monsoon index): si tratta del monsone che interessa la fascia tropicale africana, in particolare quella occidentale. La fase di avanzamento va da Maggio ad Agosto, mentre tra settembre e ottobre comincia ad indietreggiare. Nella fase più intensa il fronte delle piogge riesce a spingersi fin quasi al 20°N. Variazione di WAM possono indurre importanti variazioni nella posizione della ITCZ e conseguentemente dell'anticiclone subtropicale.
  • MONSONE INDIANO / WEBSTER-YANG index: è il monsone più vasto e conosciuto del mondo. Lo si può definire come un'enorme brezza causata, in estate, dal differenziale termico tra Oceano indiano (Mar Arabico-Golfo del Bengala) e l'Asia meridionale. Sull'intensità del Monsone Indiano influiscono: MJO, SST pacifiche e fasi ENSO (NINA-NINO). Il monsone indiano può influenzare in maniera importante la circolazione atmosferica del comparto euro-asiatico centro occidentale. Per una previsione mensile si può consultare: http://www.imd.gov.in/section/nhac/img/RainABV_month.gif 
  • NAM (North Annular Mode): esprime un pattern di variabilità climatica emisferica non associata al ciclo stagionale. Il NAM descrive il profilo verticale dell'atmosfera, dalla troposfera alla stratosfera, cercando di caratterizzare gli scambi tra questi strati. Alla 1000hPa il NAM coincide con l'AO. Soglie interessanti per questo indice sono considerate -3.0 e +1.5, definite in letteratura. È calcolato come proiezione delle anomalie giornaliere di geopotenziale sulla prima componente principale (Fonte: CPC/NOAA) dell'anomalia di geopotenziale invernale. È in grado di spiegare il 20-30% della varianza totale del geopotenziale e del vento. Per ulteriori informazioni sugli "annular modes" consultare: www.atmos.colostate.edu/ao/introduction.html
  • NAO (North Atlantic Oscillation): pattern che descrive la differenza di pressione al suolo tra l’Islanda e le isole Azzorre. Quando l’indice è positivo significa che il vortice d’Islanda è profondo e l’alta pressione delle Azzorre forte e disposta in senso parallelo, quando invece è negativo il vortice d’Islanda è debole e l’anticiclone delle Azzorre disposto in senso meridiano. 
  • OSF (Open Solar Flux): flusso magnetico solare “aperto”, ovverosia che riesce ad entrare nell’Eliosfera senza essere riassorbito dalla Corona Solare. Si indica col simbolo Fs. 
  • PDO (Pacific Decadal Oscillation): esprime l’anomalia termica superficiale delle acque dell'oceano Pacifico nord orientale e della costa occidentale degli Stati Uniti. Se le anomalie nell’area in oggetto sono superiori alla media la fase è indicata come “positiva”, al contrario se sono inferiori alla normale climatica la fase risulta “negativa”. 
  • QBO (Quasi-biennal Oscillation): rappresenta un'oscillazione quasi periodica del vento zonale equatoriale nella stratosfera. Il periodo medio osservato tra il cambiamento di regime è di circa 28 mesi (da cui "quasi-biennal"). Valori negativi della QBO indicano che i venti soffiano da est verso ovest (easterlies), valori positivi indicano venti da ovest verso est (westerlies).
  • SHI (Siberian High Index): identifica le anomalie di pressione al suolo (hPa) sulla Siberia; se queste risultano superiori alla media di riferimento significa che l’alta pressione termica è potenzialmente stabile e duratura, viceversa se risultano inferiori l’anticiclone termico può risultare debole e scarsamente esteso. L’indice è particolarmente utile nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. 
  • SST (Sea Surface Temperature): temperatura superficiale delle acque di una determinata area del globo. Le SSTA indicano, invece, le anomalie termiche rispetto ad una climatologia di riferimento. 
  • SSW (Sudden Stratospheric Warming) / Geoalert/Stratwarming: esprime una forte anomalia termica legata al Vortice Polare Stratosferico (VP). Indica un incremento di 30°C settimanale al livello della 10 hPa.
  • STRATALERT: esprime una forte anomalia termica legata al Vortice Polare Stratosferico (VP). Indica un riscaldamento di almeno 25°C su un qualsiasi livello stratosferico in una settimana.
  • TELECONNESSIONE: più precisamente due punti dell'atmosfera si dicono teleconnessi se i parametri fisico-meteorologici associati, quali ad esempio pressione, temperatura dell’aria o degli oceani, sono tra loro correlati o anticorrelati nel tempo, cioè variano con un certo sfasamento temporale in maniera sincrona o in maniera inversamente proporzionale tra loro, evidenziando appunto una stretta correlazione statistica.  
  • TERMOCLINO: gradiente termico verticale che si riscontra sulla superficie dei mari (primi metri), la cui entità dipende dalla quantità di radiazione solare assorbita e da quanto quest’ultima riesce a riscaldare in profondità. Il termoclino, come nel caso dell’ENSO, può essere influenzato anche da venti costanti (ad esempio gli Alisei) la cui variazione di intensità comporta una diversa distribuzione delle acque calde e fredde in superficie. 
  • VP (VORTICE POLARE STRATOSFERICO: area di bassa pressione presente nel semestre freddo al di sopra dei Poli. Durante il semestre caldo l’aumento della radiazione ultravioletta causa processi di foto-dissociazione delle molecole di ozono innescando un processo esotermico e portando alla scomparsa del vortice stratosferico. Durante l’inverno anomali riscaldamenti della Stratosfera polare possono provocare disturbi nella circolazione ciclonica causando un’inversione delle correnti zonali; talvolta tale processo può coinvolgere anche il vortice troposferico provocandone la rottura (split) o il decentramento (displacement). 
  • WEATHER TYPES / TIPI DI TEMPO / TIPI DI CIRCOLAZIONE: circolazioni atmosferiche ricorrenti nelle varie stagioni. Uno stesso tipo di tempo (ad esempio il blocco anticiclonico atlantico) risulta molto più frequente in inverno che in estate. Per approfondire vedi: tipi di circolazione atmosferica.

 

Si ringrazia il Dott. Mark Baldwin per la disponibilità e collaborazione.