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Politiche per il clima

Dal punto di vista normativo le regioni italiane non sono coinvolte in misura diretta nell’applicazione del protocollo di
Kyoto e non hanno obiettivi di riduzione specifici. Sono però parte attiva nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione in quanto gestiscono tematiche e provvedimenti relativi ad inquinamento atmosferico ed energia, strettamente connesse alle emissioni di gas serra.

A livello nazionale è stato introdotto un meccanismo di burden sharing tra Stato e Regioni per le fonti rinnovabili del settore elettrico (Finanziaria 2008) e in materia di efficienza energetica (decreto legislativo 115/2008).
Il DPEF 2008-2011 indica inoltre la necessità di introdurre un sistema di scambio settori dei trasporti e dei consumi civili.
Resta da definire quali siano i criteri più corretti ed equi per ripartire gli obblighi (reddito pro-capite, zone a maggior potenziale, ecc.). Indipendentemente dalla metodologia di ripartizione scelta, il coinvolgimento delle Regioni può rappresentare un'occasione per rafforzare il rapporto Stato-Regioni in tema di clima ed energia.

Decentralizzando una parte degli obiettivi (non ETS), si potrebbe giungere ad un rafforzamento dell’intero assetto istituzionale altrimenti non in grado di raggiungere e regolare importanti ambiti di consumo energetico "locali".

La Regione Toscana ha recepito nel PIER (Piano di indirizzo energetico regionale) gli obiettivi indicati dalla Comunità
Europea di raggiungere entro il 2020 il 20% di diminuzione delle emissioni di CO2 e il 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Ultimo aggiornamento: 13/07/2012